“Rita Borsellino poteva essere il candidato capace di raccogliere un ampio consenso fra i cittadini e le forze politiche, per risollevare Palermo dopo i disastri del centrodestra. Purtroppo, però, lei ha scelto di arroccarsi in una posizione minoritaria ed estremista. Ma quando il PD le ha proposto di candidarsi, lei sapeva perfettamente che il partito lavora ad un’alleanza larga con le forze progressiste, moderate ed autonomiste, sulla scia di quanto fatto alla Regione. E sottolineo che non si tratta della ‘linea politica di Cracolici’, ma del PD siciliano: una linea votata dalla direzione regionale e condivisa dalla segreteria nazionale. Pertanto, delle due l’una: o Rita Borsellino nel momento in cui ha accettato di candidarsi sposava la linea del PD, oppure ha sbagliato ad accettare. A questo punto non possiamo che prendere atto con rammarico del fatto che Rita Borsellino ha idee e obbiettivi diversi da quelli del PD, e individuare un candidato che unisca invece di dividere, in modo da poter amministrare una città complessa come Palermo”.
Lo dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo PD all’Ars, che a proposito delle primarie per la scelta del candidato sindaco di Palermo, aggiunge: “Il nostro partito è nato con le primarie, ma a Palermo mi pare si stia organizzando un’altra cosa. Innanzitutto ci vuole rispetto per il PD, perché non è tollerabile che sigle di pseudo-movimenti o associazioni, che al contrario del nostro partito non sono state legittimate da alcuna competizione elettorale, dettino le regole e stabiliscano le condizioni. In secondo luogo non è il vincitore delle primarie che indica la coalizione, ma il contrario: se ci si divide sulla natura delle alleanza, non si possono fare primarie insieme. Immaginiamo l’ipotesi di un candidato favorevole all’alleanza larga, e uno all’alleanza ristretta: se vincesse il primo, saprebbe di non poter contare sul sostegno di chi ha votato il secondo, e viceversa… Ma insomma, che primarie sono quelle in cui ogni candidato, fin dall’inizio, si propone ad una coalizione e ad un elettorato di riferimento differente da quella del suo concorrente? Se le primarie devono essere ridotte a questo, tanto vale presentare direttamente i candidati al primo turno trasformandolo in “primarie di fatto”, e convogliare il sostegno sul ballottaggio”.




La politica purtroppo è compromesso, sarebbe bello un governo di gente, tutta perbene, ma non sembra possibile. A Rita Borsellino dico : non restarne fuori, comabatti dall’interno, del resto tu saresti il Sindaco, eletto dal popolo e quindi con ampi poteri. Dai, imponi forti condizioni, ma accetta. Forti condizioni, puoi farlo.
sono rimasto senza parole leggendo le esternazioni del candidato del Pd Rita Borsellino. Siamo ancora una volta stati capaci – con molta probabilità – oltre a disorientare gran parte del nostro elettorato a dare una immagine di una (nella migliore delle ipotesi) di una – come dire- affrettata, poco vagliata proposta di Sindacatura ai cittadini, ai nostri elettori e ai nostri militanti a Palermo (!) Una persona (certamente rispettabile) che, però, sente il bisogno di discriminare invece che unire. Ma la segreteria regionale del PD lo ha spiegato a Bersani il quadro politico palermitano, gli orientamenti degli organismi ? Il travaglio del partito rispetto alla vicenda Lombardo richiede serietà e comprensione della sua portata politica, del sincero e generoso sforzo di tutto il partito che discute con foga e impegno civile nella ricerca della definizione di una soluzione di cambiamento per Palermo (come per l’intero Paese). Chiunque ha avuto consegnato l’onore di rappresentare il PD, in questa campagna per la sindacatura di Palermo, deve sentirne la responsabilità complessiva e offrire la propria disponibilità per aiutare, caso mai, un processo di aggregazione, intorno ad una proposta unitaria del PD, di tutte le forze, riformiste e autonomiste e non di contribuire allo sconcerto, alla disgregazione, alla disaffezione compromettendo seriamente quello che sembrava un risultato possibile: cambiare Palermo e dare un segnale di speranza all’Italia.
Nessuno ha il diritto di imporre veti ed esclusioni. Nessuno deve cedere sui propri valori, ma quando questi vengono usati in maniera contundente vengono anche traditi.
Pochissime parole. Concordo pienamente con il commento di Filippo Carnesi.
Dopo un decennio di devastane Amministrazione Cammarata, i tempi dovrebbero essere maturi per una radicale inversione di rotta, che possa finalmente consentire alle forze progressiste di riprendere la guida della città. Vanità personali, opportunismo politico, tornacontismo personale, faziosità, impediscono però di avere un quadro unitario e condiviso dei partiti del centro sinistra. E’ stato un gravissimo errore quello di chiedere a Rita Borsellino di candidarsi alle primarie, senza avere prima chiarito che il PD, a larga maggioranza, intende allargare la maggioranza di centro sinistra verso i moderati del Terzo Polo. E’ un errore grossolano quello commesso da Rita Borsellino che, prima va da Bersani per definire i contorni della sua candidatura, poi torna a Palermo per dichiarare che lei dialoga con i palermitani e non con i partiti. Io comincio a diffidare di una persona, moralmente cristallina, ma pliticamente inadeguata, che partecipa alla stesura dello Statuto del PD ma poi non vi si iscrive (è come una cuoca che prepara il pranzo, ma poi non si siede con gli altri commensali perchè non lo ritene ben cotto), conduce una critica aperta contro i partiti ma accetta poi di candidarsi per le Europee nel PD, ove maggiori sono le chances di successo, non intende parlare con i partiti ma con i palermitani, ma si reca a Roma per farsi investire da Bersani (forse perchè ha bisogno della macchina organizzativa del partito e dei generosi contribti economici che è in grado di garantirle?). Il Pd dovrebbe indicare un candidato alla guida del Comune di Palermo, che interpreti e rappresenti la sua posizione politica maggioritaria (alleanza di centrosinistra allargata al Terzo Polo), in caso contrario non sono a rischio solo le primarie, ma le elezioni amministrative. Dulcis in fundo, la candidatura di Leoluca Orlando, che suona come una sconfitta soprsttutto per lui stesso, che ha bloccato le lancette della città sul suo nome e sulle sue ambizioni. Forse la sua stagione era l’autunno e ce l’ha rifilata come Primaverra; è certo però che adesso siamo piombati in pieno inverno.
Dopo un decennio di devastane Amministrazione Cammarata, i tempi dovrebbero essere maturi per una radicale inversione di rotta, che possa finalmente consentire alle forze progressiste di riprendere la guida della città. Vanità personali, opportunismo politico, tornacontismo personale, faziosità, impediscono però di avere un quadro unitario e condiviso dei partiti del centro sinistra. E’ stato un gravissimo errore quello di chiedere a Rita Borsellino di candidarsi alle primarie, senza avere prima chiarito che il PD, a larga maggioranza, intende allargare la maggioranza di centro sinistra verso i moderati del Terzo Polo. E’ un errore grossolano quello commesso da Rita Borsellino che, prima va da Bersani per definire i contorni della sua candidatura, poi torna a Palermo per dichiarare che lei dialoga con i palermitani e non con i partiti. Io comincio a diffidare di una persona, moralmente cristallina, ma pliticamente inadeguata, che partecipa alla stesura dello Statuto del PD ma poi non vi si iscrive (è come una cuoca che prepara il pranzo, ma poi non si siede con gli altri commensali perchè non lo ritene ben cotto), conduce una critica aperta contro i partiti ma accetta poi di candidarsi per le Europee nel PD (ove maggiori sono le chances di successo), non intende parlare con i partiti ma con i palermitani, ma si reca a Roma per farsi investire da Bersani (forse perchè ha bisogno della macchina organizzativa del partito e dei generosi contributi economici che è in grado di garantirle?). Il Pd dovrebbe indicare un candidato alla guida del Comune di Palermo, che interpreti e rappresenti la sua posizione politica maggioritaria (alleanza di centrosinistra allargata al Terzo Polo), in caso contrario non sono a rischio solo le primarie, ma le elezioni amministrative. Dulcis in fundo, la candidatura di Leoluca Orlando, che suona come una sconfitta soprattutto per lui stesso, che ha bloccato le lancette della città sul suo nome e sulle sue ambizioni. Forse la sua stagione era l’autunno e ce l’ha rifilata come Primavera; è certo però che adesso siamo piombati in pieno inverno.
Il mio non è un commento, stavolta, è un appello a tutti quanti leggano, affinchè gli sforzi di tutti, di tutti quanti si rispecchino nel sistema di valori del centro-sinistra, affinchè ogni loro gesto e parola sia orientato alla costruzione di qualcosa e non alla distruzione ed alla mera affermazione di sè stessi. Ciò perchè in numerose parti ho, in queste tristi settimane, colto un cupio dissolvi ed un agire a sconzajocu che mi ha deluso ed innervosito. L’altra sera ad una riunione in sezione, ops, circolo, ho scelto di non aprire bocca per tutta la sera (violentando in tal modo, non poco, la mia natura), perchè consapevole e timoroso di poter trasmettere ai (pochi) presenti tutta la mia delusione ed il mio scoramento per come stanno andando attualmente le cose nel centro-sinistra palermitano… Io non mi scoraggio facilmente nella vita, ma in questo momento mi viene proprio difficile immaginare Palermo non in mano, prossimamente, di un nuovo tirapiedi di Berlusconi (che, ad onta delle dichiarazioni, non è affatto uscito di scena)…
Versione corretta. Non avevo riletto e mi è scappato il clic su invia commento.
Il mio non è un commento, stavolta, è un appello ai lettori, affinchè gli sforzi di tutti quanti si rispecchiano nel sistema di valori del centro-sinistra siano orientati alla costruzione di qualcosa e non alla distruzione ed alla mera affermazione di sè stessi. Ciò perchè da parte di numerosi soggetti ho, in queste tristi settimane, colto un cupio dissolvi ed un agire a sconzajocu che mi ha molto deluso ed innervosito. L’altra sera ad una riunione in sezione, ops, circolo, ho scelto di non aprire bocca per tutta la sera (violentando in tal modo, non poco, la mia natura), perchè consapevole e timoroso di poter trasmettere ai (pochi) presenti tutta la mia delusione ed il mio scoramento per come stanno andando attualmente le cose nel centro-sinistra palermitano… Io non mi scoraggio facilmente nella vita, ma in questo momento mi viene proprio difficile immaginare Palermo non in mano, prossimamente, ad un nuovo tirapiedi di Berlusconi (che, ad onta delle dichiarazioni, non è affatto uscito di scena)…
Che tristezza…