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“Il PD sia coerente, le elezioni a Palermo

non sono un ‘fatto locale’”

<h2>“Il PD sia coerente, le elezioni a Palermo</h2><h2>non sono un ‘fatto locale’”</h2>

Antonello Cracolici, capogruppo all’Ars, in un’intervista pubblicata oggi su “Repubblica-Palermo” (dal titolo “Allora ripensiamo anche al sostegno a Lombardo”) parla del PD siciliano, delle alleanze e delle primarie a Palermo.

Intervista di Antonio Fraschilla – «Avere deciso di fare le primarie è un successo, ma io continuerò a dare battaglia: il mio partito sta commettendo a Palermo un errore. Non capisco perché se abbiamo detto sì all’ alleanza larga alla Regione, questo discorso non valga per la corsa a Palazzo delle Aquile. A questo punto mettiamo in discussione anche il nostro sostegno al governo, io non ho poltrone da difendere. Ma a chi dice no ad accordi con chi ha governato la città negli ultimi dieci anni chiarisco che nel centrosinistra c’ è chi come Leoluca Orlando è stato un ottimo sindaco ma ha contribuito a creare i precari, e chi come Sergio D’ Antoni è stato tra le cause del 61 a zero fondando Democrazia Europea e spaccando l’ Ulivo». Il capogruppo del Pd all’ Ars, Antonello Cracolici, non ha intenzione di deporre le armi dopo la decisione del centrosinistra di fare le primarie senza alleanze con il Terzo Polo.

Onorevole Cracolici, adesso cosa succede? Si sente sconfitto?

«Per me questo accordo è un grave errore politico, che isola il centrosinistra mettendoci attorno del filo spinato, il tutto in nome di una presunta purezza che non capisco da dove derivi. Dicono no a intese con chi ha governato la città negli ultimi dieci anni, ma dimenticano di dire che in questo centrosinistra c’ è Orlando che non è estraneo al bubbone dei precari e D’ Antoni che con Democr azia Europea ha contribuito al 61 a 0. La verità è che a Palermo si sta mettendo in piedi una “gioiosa macchina da guerra” che farà vincere il centrodestra».

Cosa ha intenzione di fare, quindi?

«Chiedo la convocazione della direzione regionale del partito perché si apre adesso un problema politico. Per essere chiari: non sto con i furbetti e gli ipocriti che vogliono ridurre il caso Palermo a un fatto locale, sganciandolo da quanto sta avvenendo nel resto dell’ Isola e alla Regione. Se a Palazzo d’ Orleans la direzione del partito, compreso il segretario Giuseppe Lupo, ha detto sì all’ alleanza larga non si può far finta di nulla a Palermo».

Perché per lei l’ accordo con il Terzo Polo è così importante?

«L’ alleanza con il Terzo Polo si deve fare sui contenuti, ma è l’ occasione per aggregare attorno al Pd una nuova area politica. Quando abbiamo deciso di sostenere il governo Lombardo, in poco tempo abbiamo dato risposte importanti bloccando i termovalorizzatori o stravolgendo la gestione dei rifiuti. Abbiam o inoltre frantumato il centrodestra: quando Fini e Berlusconi hanno litigato, l’ argomento era la Sicilia».

Non crede però che qualche errore ci sia stato?

«Sì, forse ho commesso degli errori. L’ accordo col Terzo Polo è stato percepito solo come una manovra di palazzo e andava spiegato meglio ai siciliani. Altro errore è stato accettare 10 mesi fa, quando abbiamo dichiarato conclusa la fase del sostegno al governo tecnico, una sorta di galleggiamento che ha avuto un solo vincitore: Lombardo».

Se venisse confermata la decisione di non fare accordi con il Terzo Polo a Palermo, lei parteciperà alle primarie?

«Certo che parteciperò. Sono contento che si sia messo questo punto fermo perché c’ era chi di giorno le lodava e di notte lavorava per non farle. Ma lotterò per far vincere un candidato che sia di vera innovazione, non certo Orlando che già nel ‘ 85 era sindaco o la Borsellino che da alcuni anni a questa parte si candida a tutto. Ci vuole una ventata di area fresca: uno come Fabrizio Farrandelli, a esemp io, parla a pezzi importanti della città».

Ma in caso di vittoria della Borsellino cosa farà?

«Il vincitore della primarie sarà il mio candidato a sindaco. Sono un uomo di partito, questo deve essere chiaro a tutti».

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1 Commento su “

“Il PD sia coerente, le elezioni a Palermo

non sono un ‘fatto locale’”

  1. ulisse2010 scrive:

    Un messaggino per Leoluca Orlando.
    Si tratta di due vicende da leggere in modo sinottico.

    Joe Louis è stato un pugile statunitense, fra i più popolari e prestigiosi campioni della storia del pugilato mondiale.
    Leoluca Orlando Cascio è un politico e avvocato italiano.

    Il debutto di Joe Louis avvenne il 4 luglio 1934 contro Jack Kracken che finì KO al 1° round. Quell’anno Joe disputò un totale di 12 match, vincendoli tutti e portandone a termine 10 per KO.
    Leoluca Orlando, sindaco di Palermo dal 1985 al 1990, è eletto all’ARS nel 1991 sia nel collegio di Palermo che di Catania. E’ eletto anche deputato alla Camera nel 1992.

    Nel 1937, a Chicago, conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi battendo Braddock e lo conservò ininterrottamente, difendendolo 27 volte, per 12 anni, fino al 1949 quandò annunciò il ritiro dal ring. In quel periodo, soltanto tre avversari (Tommy Farr, Arturo Godoy e Jersey Joe Walcott) riuscirono a resistere fino alla quindicesima ripresa.
    Nel 1993, nelle prime elezioni dirette, ritorna sindaco di Palermo con oltre il 75% record assoluto, per una grande città, a tutt’oggi imbattuto. Viene confermato alla carica di primo cittadino nel 1997, battendo Gianfranco Miccichè. Dal 1994 al 1999 è deputato al Parlamento europeo.

    Tornò sul ring nel 1951 per rimediare a difficoltà economiche, ma con alterna fortuna: tra quelli che lo sconfissero, Ezzard Charles e Rocky Marciano.
    Alle elezioni regionali del giugno 2001, viene sconfitto (col 36,6% contro il 59,1%) da Salvatore Cuffaro. Nel 2007 alle comunali di Plaermo viene sconfitto dal primo cittadino già in carica Diego Cammarata.

    Come vedi,caro Leoluca, la Storia si ripete, ma come diceva il buon vecchio, Carletto Marx, la prima volta lo fa in forma di tragedia, la seconda in forma di farsa.

    E poi, ancora, è noto che errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
    E allora, perchè perseverare?

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